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Istituto Musica Judaica
 
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Istituto Musica Judaica
La produzione musicale nei campi di concentramento. Una raccolta di 20 CD

Musica Judaica è il più completo, sistematico e aggiornato ciclo discografico contenente l’intero corpus musicale (dalla musica più colta e sperimentale alla musica leggera, al cabaret o al jazz, fino al canto religioso e popolare tradizionale) composto dal 1933 (anno di apertura dei Campi di Dachau e Börgermoor) al 1945, ad opera di musicisti imprigionati o deportati o uccisi o sopravvissuti, provenienti da qualsiasi contesto nazionale, sociale o religioso in tutti i Campi di prigionia, transito, concentramento e sterminio. Una vera e propria enciclopedia discografica della Letteratura musicale concentrazionaria prodotta in tutti i Campi del Terzo Reich, del Giappone (alleato dei Paesi dell'Asse), della Repubblica di Salò, del regime collaborazionista di Vichy degli Alleati e dell'Unione Sovietica.

Esso è il risultato di oltre 10 anni di un immane lavoro storico e musicologico condotto dal pianista Francesco Lotoro. Per la ricerca del materiale musicale (ad oggi sono state raccolte circa 2600 opere), Lotoro si è basato sulla indagine e sulla ricerca diretta presso Memoriali, Musei, Archivi, Biblioteche, Librerie specializzate in Italia, Israele, Germania, Austria, Polonia, Repubblica Ceca e presso Case Editrici qualora talune opere fossero pubblicate o in attesa di pubblicazione; sulla documentazione di tutto il lavoro filologico e musicologico sinora compiuto sulla Letteratura musicale concentrazionaria (basti pensare ai saggi di Guido Fackler e di Milan Kuna); sulla collaborazione con i principali musicisti di riferimento di tale produzione musicale (Joza Karas e Bret Werb negli USA, David Bloch in Israele, Robert Kolben e Gabriele Knapp in Germania, la recentemente scomparsa Blanka Cervinkova in Repubblica Ceca) ed infine sulla frequentazione dei parenti dei musicisti in questione, in modo da richiedere manoscritti di opere e altresì aggiornarsi su aspetti biografici talora inediti.

Inoltre, è stato necessario un lavoro di analisi con altri precedenti e autorevoli lavori discografici; i preziosi 4 CDs della Channel Classic Composers from Theresienstadt, il ciclo della Orfeo Musica Rediviva, quello della Koch Terezìn Music Anthology ed altri. Tuttavia, questi lavori citati di pregevolissima fattura e talora di alto livello esecutivo non si sono mai posti come obiettivo una integrale, soffermandosi principalmente su selezioni della produzione musicale di Terezìn. E' pur vero che nella città-ghetto di Terezìn ci fu una autentica esplosione di creatività musicale; basti pensare alla Sonata per pianoforte e al Trio per archi di Gideon Klein, alle Sonate per pianoforte nn.5, 6 e 7 e all’opera Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann, ai 4 Lieder tu testi di poemi cinesi e allo Studio per orchestra d’archi di Pavel Haas, alla famosa operina per ragazzi e orchestra Brundibàr di Hans Kràsa, lavori da molti anni entrati nel repertorio concertistico e teatrale mondiale. Ma ciò andava a scapito di compositori meno conosciuti e pure essi deportati a Terezìn (Karel Berman, Zikmund Schul, Frantisek Domazlicky, ecc.) e rendeva marginale e pressochè sconosciuto il restante corpus musicale prodotto nei Campi: il prezioso materiale musicale composto nello Star Camp di Bergen-Belsen da Josef Pinkhof (Canti religiosi in lingua ebraica) e Robert Heilbut, la partitura pianistica della Sinfonia n.8 di Ervin Schulhoff composta a Wuerzburg, il poderoso Quaderno musicale di Auschwitz e Buchenwald scritto da Jozef Kropinski (oltre 100 pezzi musicali tra Canti, Tango per quartetto d'archi, pezzi per pianoforte), la Messa composta da Zdenko Karol Rund per i detenuti cattolici polacchi del Campo rumeno di Targoviste, i bellissimi Argentinska Tango per pianoforte scritti da Z. Strjiecky a Bonn-Duisdorf, il Concertino per pianoforte e orchestra di Wladyslaw Szpilman (quello de Il Pianista, film di Polanski vincitore del Festival di Cannes 2002) scritto nel Ghetto di Varsavia, il Nonet e l'opera I 3 Capelli del vecchio Saggio scritti su fogli di carta igienica incollati tra di loro da Rudolf Karel nella prigione militare di Pankràc Praga, le Chanson per l’intrattenimento musicale nel Cafè di Terezìn e a Westerbork scritte da Otto Skutecky, Karel Svenk, Martin Roman, Adolf Strauss ecc., le suggestive trascrizioni per coro femminile di famosi brani classici (Bolero di Ravel, 3o movimento della Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvorak, ecc.) delle prigioniere olandesi dei Campi giapponesi di Sumatra celebrate nel film Paradise Road, le musiche dell’ufficiale italiano Berto Boccosi scritte nel Campo francese di Saida (Algeria), l'inno Fest Steht composto a Sachsenhausen dal Testimone di G___a Eric Frost, gli struggenti Canti dei Sinti e dei Rom, i Canti dei Comunisti internati a Dachau e poi ancora Lieder e pezzi per coro maschile da Mauthausen, Treblinka e dai più remoti Campi di Francia, Italia, Paesi Baltici, Paesi Bassi, Ucraina, Unione Sovietica. Ovviamente, non poteva mancare il celebre Quatuor pour la fin du temps composto da Oliver Messiaen nel Campo di internamento di Goerlitz, che è da decenni entrato nel repertorio concertistico internazionale.

Pur essendo incentrato sulla sola produzione musicale concentrazionaria, Musica Judaica offre una ampia scelta dei Canti dei Ghetti di Cracovia, Kovno, Vilna, Varsavia, Lodz, ecc., allo scopo di dimostrare determinati criteri di continuità dell'estro compositivo da parte di numerosi musicisti di cultura e lingua Jiddish. A dimostrazione della completezza del ciclo, Musica Judaica contiene la Huyton Suite di Hans Gàl, i 2 Studi per violino e il quartetto The Cats di Peter Gellhorn; queste ultime prodotte nei Campi britannici di Huyton e dell'isola di Man dagli Emigrè, ovvero musicisti con passaporto tedesco o austriaco che, all'indomani delle Leggi di Norimberga, richiesero e ottennero asilo politico in Gran Bretagna e che, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, furono internati quale atto dovuto nei confronti di persone formalmente appartenenti ad uno Stato belligerante.

In tutto il ciclo discografico, Francesco Lotoro è il pianista per tutte le opere pianistiche, liederistiche, cameristiche, concerti per pianoforte e piccola/grande orchestra, il direttore d’orchestra e di coro per le opere cameristiche e sinfoniche, l’organista per le poche opere organistiche ritrovate, mentre è il concertatore per tutta la produzione strumentale senza pianoforte e l’arrangiatore (o il coarrangiatore con Paolo Candido) per tutta la letteratura liederistica leggera o cabarettistica pervenuta con il classico testo&melodia (anche se negli arrangiamenti si tiene sempre conto della prassi esecutiva di quei tempi e degli strumenti in uso in questo o quel determinato Campo di concentramento).

Dati i rigorosi criteri di impostazione del Ciclo, saranno inserite le opere musicali scritte su ordine dei comandanti tedeschi o dei Kapò nei Campi. L’inserimento di quest'ultimo capitolo musicale nel Ciclo è risultato molto controverso; basti pensare alla canzone di Treblinka Unterscharfuehrer del tedesco Franz Suchomel dal testo fortemente offensivo nei confronti degli Ebrei o la tristemente famosa Paloma di Iradier, suonata da un'orchestrina mentre gli Ebrei venivano condotti alle camere a gas. Tuttavia, in tali operazioni di largo raggio si è ritenuto di prescindere momentaneamente dai senz’altro legittimi giudizi morali, dando la precedenza alla documentazione storico-musicologica. D'altronde, senza il pur odioso criterio di imporre ai deportati la creazione di Canti da intonare dopo l'appello o al ritorno dai lavori forzati, non sarebbero nati autentici gioielli musicali come il celeberrimo Moorsoldaten composto da Rudy Goguel a Börgemoor (tradotto in numerose lingue ed esportato in diversi Campi per via degli spostamenti stessi dei deportati), il Buchenwalder Lagerlied di Hermann Leopoldi (che il Kapò Fritz Gruebau attribuì a se stesso) e le 3 Polonaises Varsovienne di Szimon Laks scritte su ordine di un Kapò ad Auschwitz. L’obiettivo collaterale al Ciclo discografico è creare un Archivio Unificato della Letteratura Musicale concentrazionaria che consenta a musicisti, studiosi e ricercatori di usufruire di questo immenso materiale sia meccanografico che documentaristico allo scopo di approfondire maggiormente la tematica della Shoah ed estesamente della Seconda Guerra Mondiale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER ACQUISTARE I CD
ISTITUTO MUSICA JUDAICA
via dell’Industria 93
tel/fax +39 0883538234
BARLETTA - Italia

 
 
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