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Articolo di: Michele Iurlaro - www.thefirstplace.it
Nato a Trani, il 18 aprile 1943, Leone di Lernia è uno dei cantanti-parolieri più longevi del panorama musicale italiano. Sposato con la celebre Menna Rosina e padre di quattro figli, vive a Milano da più di quaranta anni. Quella che segue è un’attenta disamina del contributo che il personaggio ha dato al genere Trash...
Il punto è che LUI è sempre stato il mio eroe, il modello da seguire. Non poteva che essere altrimenti: un perfetto mix di musica dance, cattiva presenza, voce sgradevole, ironia pecoreccia e orgoglio pugliese non può che suscitare ammirazione tra la popolazione. Con 40 milioni di dischi venduti (rigorosamente falsi), il buon Leone entra di diritto a far parte del firmamento delle stelle trash dello spettacolo italiano e non solo. La sua indiscutibile mancanza di classe e il suo straordinario sex-appeal hanno permesso all’artista di Trani (in provincia di Los Angeles) di pubblicare ben 29 capolavori di Trah-Music giudicati da numerosi critici come “rari esempi di goliardica letteratura dissacrante applicata ala disco-music" (Belmonti).
Le sue apparizioni radiofoniche, farcite da inevitabili battute di cattivo gusto, hanno contribuito ad alimentare la Leggenda... Può davvero un uomo toccare simili vette di volgarità? E, soprattutto, la volgarità è davvero voluta, ricercata o è frutto di un’abile operazione commerciale mirata a soddisfare il fabbisogno italiano di cattivo gusto? Quel che è certo è che Leone di Lernia si mostra come artista genuino, da sempre attento ai bisogni del pubblico e, anche per questo, degno della massima stima.
La maniera in cui ironizza su discutibili fenomeni sociali (celebre la sua dissacrante parodia del Grande Fratello, il Gran Porcello) o su finti miti (Maurizio Costanzo) fanno della sua opera un’attenta analisi introspettiva dei costumi sociali italioti. Ma Leone non vuol dire solo musica. Difatti lo ritroviamo abile e scafato presentatore nel programma radiofonico 'Lo Zoo di 105', in cui fa sfoggio di tutta la sua ignoranza e maleducazione all’interno di una cornice fintamente demenziale che ha l’indubbio merito di mettere a nudo l’aspetto più crudo e veritiero di un artista cinico ma allo stesso tempo divertente, frizzante, solare, volgare.
Detto ciò non può che stupire e deludere la carenza di informazioni che la Grande Rete lesina sia sull’artista sia sull’uomo Leone. E’ pur vero, comunque, che per decifrare al meglio la complessa personalità del personaggio è indispensabile l’ascolto dei suoi brani, che svelano prepotentemente una figura contorta ma sempre affascinante. Successi come Magnando, Tu sei gay, Pepata di cozze o il già citato Gran Porcello, fungono da specchio per quella che è la reale cultura musicale in Italia e vanno quindi apprezzati, prima che come semplici canzoni, per il loro valore culturale furbescamente nascosto in una marea di volgarità che non ha precedenti nel campo della musica.
In attesa del suo prossimo, attesissimo, LP si consiglia quindi, agli amanti della musica d’autore, l’ascolto delle sue opere passate per contribuire a stilare un quadro preciso di quello che è un grande artista ma soprattutto un grande uomo. Parafrasando un noto critico: “La strada tracciata da artisti come Elvis e Jerry Lee Lewis è stata perfettamente portata avanti e, anzi, ha raggiunto splendido compimento nella musica di Leone di Lernia”.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE Fesso… e tutto il resto Leone Super Dance Ciò, Los, Trees Leonlatino Porcello 2
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